L’orto diversamente ordinato

Guardo con ammirazione tutti quegli orti perfettamente simmetrici, ordinatissimi, in cui tutte le piante sono perfettamente allineate e penso all’efficienza che viene trasmessa  E mi riprometto di applicare gli stessi criteri nel mio mini orto di due metri quadrati.  

Invece anche quest’anno, mentre posizionavo con delicatezza le mie pianticelle, mi rendevo benissimo conto che il risultato sarebbe stato come sempre “diversamente ordinato”. 

E’ anche vero che non mi trovo di fronte a un rettangolo ma a una nuova figura geometrica che unisce un trapezio a un simil rettangolo, il tutto in discesa , anzi in doppia discesa, non nel senso di ripida ma di bidirezionale. A completare l’opera c’é anche un cordolo sotterraneo di cemento che ogni tanto blocca la mia vanga e mi costringe a modificare il percorso già non molto lineare delle mie file. Ma questa non é né una spiegazione né una giustificazione. 

Prendo atto che evidentemente a me piace così, curato nel senso affettivo del termine, ma detentore di una sorta di libertà di espressione, come tutto ciò che fa parte della mia vita, Zuma compreso.

A monte é arrivata di sua spontanea volontà la menta che tenta sempre di invadere lo spazio che dedico ai pomodorini, alle zucchine, ai cetrioli e alla cicoria, ma le perdono l’invadenza perché il profumo che sprigiona mi ricorda la mia infanzia in Abruzzo, dove le mie amiche a merenda mangiavano pane e olio mentre io pane burro e zucchero. 

Dietro la mia casa iniziavano i campi dove cresceva veramente di tutto e di dimensioni notevoli, ma non é pensando a quei campi che ho iniziato a seminare. L’idea é venuta a mia figlia, e così ho chiesto alla padrona di casa se potevo usare quell’angolo di terreno e da lì si é diramata la mia passione per piante e fiori. 

E anche ora che mia figlia ha la sua casa e il suo orto io continuo a seminare e a sperimentare.  Quest’anno a lato ho seminato dei papaveri i cui semi mi sono stati dati da una signora incredibile e poi ho provato, anzi ri-provato a seminare gli astri coloratissimi. In tutti gli orti della mia infanzia a partire da quello dei miei nonni c’era sempre un posto per i fiori. 

Mia nonna oltre ad astri e zinnie aveva dei garofani e metteva sempre in un vaso nella vecchia cucina queste macchie di colore.  Ora quel vaso di ceramica verde e bianco con una stampa floreale ce l’ho io che da lei ho ereditato la passione dei fiori freschi in casa, ma purtroppo  anche quest’anno gli astri a differenza dei miei amici papaveri, hanno boicottato il mio orto. Forse é la vicinanza della salvia o della menta che non gli piace. Il prossimo anno gli troverò un altro angolo e riproverò. 

Intanto mi sto godendo il mio piccolo raccolto giornaliero. E rifletto… L’ orto rappresenta un cambio di prospettiva, non devo decidere cosa mangiare, ma come preparare quello che é maturato.

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