Il profumo di Zuma

Zuma é il mio cucciolone , nel senso che si comporta ancora come un cucciolo anche se di anni ne ha quasi tre. E’ con me da poco più di un anno, da quando sono tornata all’APACA di Belluno per incontrare un possibile nuovo amico peloso e mi hanno accompagnato da questo  cagnolone nero, pieno di voglia di saltare e correre e esplorare, che aveva  bisogno di qualcuno che lo accogliesse il prima possibile e a cui piacesse fare lunghe passeggiate e vita all’aria aperta. E così é iniziata la nostra felice convivenza.

Quando apro la porta di casa esplode tutta la sua vivacità e la sua dinamicità, mi salta addosso e poi corre sul suo cuscino vicino alla mia poltrona e afferra o una delle mie ciabatte, che si é portato lì durante la mia assenza, o uno dei suoi giochi. E ci scateniamo. “Ci” é il termine esatto, infatti giochiamo insieme con al palla, con il kong, con la treccia tira e molla. Zuma salta, si rotola, scatta, si divincola dalla coperta e dal cuscino con cui lo copro. Insomma ci divertiamo un po’ prima di uscire per la passeggiata. 

Così é cominciata anche la serata di venerdì e piena di buon umore per l’inizio del week end avevo programmato di dedicarmi poi al mio giardincasa,  ma non avevo fatto i conti con gli esperimenti di Zuma.

Come di consueto giù sulle “grave” del Piave sparisce in mezzo ai cespugli, poi torna correndo, prende il suo piccolo premio e ricomincia a correre, dentro e fuori dall’acqua . Così ha fatto anche l’altra sera e a una certo punto  é arrivato tutto fiero…Probabilmente avrà pensato “le piacciono tanto i fiori perché non portarle un po’ di genuino profumo”. E così si é strofinato ben bene su “qualcosa” che aveva trovato .

Non ha capito subito che l’aveva combinata grossa e di fronte alla mia reazione, fra sgridata e tentata spiegazione che era una cosa che non avrebbe dovuto fare, mi guardava assumendo la sua postura da perplesso, cioè con le zampe leggermene aperte, fissandomi. Chissà se la perplessità era la stessa che avrei suscitato se qualcuno fosse passato di lì a piedi e mi avesse visto e sentito comportarmi come se avessi di fronte un bambino. Cosa abbastanza comune fra chi come me condivide la quotidianità con un cane, o anche un gatto, ma che suscita sconcerto (nel migliore dei casi) e disapprovazione fra chi non ha avuto la fortuna di decidere di vivere questa esperienza.

Comunque quando arrivati a casa l’ho chiuso fuori e provando a spingere con il muso la porta, che pensava socchiusa, non é riuscito a entrare, Zuma ha realizzato che forse il suo olezzo non era proprio come il profumo dei mughetti che dovrebbero essere già sbocciati in questi giorni (in un Maggio normale). E così quando sono ricomparsa con la bacinella piena d’acqua e aceto e munita di stracci, con la testa bassa e l’espressione contrita, ha pazientemente accettato di essere strofinato e ripulito.

E man mano che lo pulivo mi passava l’arrabbiatura e mi faceva sempre più tenerezza. Loro lo sentono che guardandoci con gli occhi languidi sono in grado  di suscitare tutta la nostra comprensione e simpatia. Ho fatto veramente  fatica  a mantenere un atteggiamento di disapprovazione…e alla fine é riuscito a strapparmi qualche coccola, come sempre.

ps. comunque nelle uscite successive si é ben guardato dal ripetere l’esperienza…ha capito e imparato, lo dico sempre che é bravissimo!


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