Fiori di vetro, anzi per vetro

In montagna piove parecchio, anche in primavera, quando tutti ci illudiamo, dopo qualche giornata di tepore, che finalmente possiamo dimenticarci di accendere le stufe. Ma quest’anno maggio sta proprio esagerando con il freddo e io mi sono scoperta metereopatica. Persino Zuma, così esuberante ed entusiasta appena intuisce che stiamo per uscire, annusa sconsolato l’aria. L’altro giorno questa era l’atmosfera quando sono andata a comperare qualche sacchetto di pellet visto che la scorta invernale si stava esaurendo.

Uscita dal magazzino senza nemmeno riflettere sono entrata da Lucia. Lucia é una signora, non più giovanissima, proprietaria di una piccola serra. Proprietaria é un termine corretto ma non adatto, direi che suona meglio appassionata delle piante, dei fiori e del suo mestiere. I miei due metri quadri di orto dovevano aspettare il sole, il giardino potevo solo guardarlo sotto l’acqua e così mi sono dedicata al mio “giardincasa”. Ho pensato alle finestre a nord, che hanno un problema.

Avete presente quelle terribili finestre esterne in alluminio che si usavano tempo addietro, ebbene sì, anche la mia camera ne é dotata. A livello funzionale sono ormai poco utili data la loro vetustà e sono esteticamente deprimenti. Tempo fa ho spostato il letto in modo che potessi avere la visuale migliore delle montagne appena sveglia o prima di dormire (il fascino delle ombre che si stagliano nel cielo più o meno buio a seconda delle stelle!), ma decisamente i serramenti esterni rovinano molta della poesia. Ho provato a mettere dei fiori su quanto rimaneva del davanzale, ma l’esposizione a nord e lo spazio solo per vasi molto stretti, hanno fatto fallire i miei tentativi. Fino all’anno scorso, quando Lucia mi ha proposto una soluzione semplicissima: fiori di vetro, coloratissimi e delicati impatiens.

Il risultato é stato così appagante con il rincorrersi dei vari colori, che ora che i ciclamini hanno finito il loro ciclo e li ho messi a riposare sotto il cespuglio in attesa dell’autunno, ho deciso di ritentare fiduciosa l’esperienza.

E così il grigiore della giornata si é stemperato nel fucsia e nel bianco e nelle mani che maneggiano la terra. E a me é tornata in mente Pollyanna, che riusciva a trovava sempre qualche risvolto positivo. Ricordi fanciulleschi di letture appassionate. Libri e fiori, colori ed emozioni.

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